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venerdì 5 ottobre 2018

Fake Print

Piazza degli Aranci a Massa come poteva apparire verso al fine del XVIII secolo
Alcune città come Massa hanno scarse vedute d'epoca che le fanno ritrarre com'erano nel passato. Di questo me ne sono accorto quando facevo al mia Tesi di Laurea sula ricostruzione dell'antica Chiesa di San Pietro, in Piazza Aranci. Pur essendo questa la più importante chiesa di Massa non esistono documentazioni grafiche se non una presenza a grande distanza in una veduta del '700 e qualche schizzo fatto a memoria da uno studioso dopo la sua demolizione. Chissà, magari in giro per il mondo  qualche cosa ci sarà, per adesso ho "colmato" la lacuna immaginandomela in una stampa antica, come poteva essere nell'aspetto e utilizzando la tecnica grafica dell'epoca. Così su questa scia, ho continuato a fare altre vedute del genere, di altre  parti della città, riferendomi, come stile, a quello di Giuseppe Zocchi, per le sue splendide vedute di Firenze.

Piazza Mercurio a Massa
Dovrebbero essere, in teoria, Litografie, ma io le realizzo semplicemente prima con la normalissima matita che mi permette ampia possibilità di correzione e aggiustamenti (e pentimenti). Di seguito digitalizzo tutto con lo scanner (A3) e ne aumento il contrasto, facendo sembrare il tratto più marcato dopo aver corretto imperfezioni o mancanze della digitalizzazione.
Una veduta in corso di realizzazione
Il programma di ritocco fotografico che uso è GIMP scaricabile gratuitamente. Con esso, oltre ad aumentare il contrasto come detto,  tolgo i segni di matita non desiderati, correggo dei tratti che non sono sufficientemente delineati e che restano troppo leggeri. Queste operazioni vengono fatte più che altro nei caratteri della didascalia che, essendo isolata dal disegno e più precisa, necessita maggiormente del resto delle correzioni, altrimenti non si raggiunge pienamente l'effetto inchiostro. Le righe accennate che guidano il testo sono lasciate intenzionalmente: anche nelle vedute di Zocchi si distinguono chiaramente.
Il risultato ottenuto si avvicina abbastanza bene a quello di una litografia, magari riprodotta a sua volta, che rende giustizia, almeno nel sogno, a ciò che ci manca.

Non io, ma due persone hanno potuto dimostrare la verosimiglianza all'antica tecnica delle vedute scambiandole per autentiche: si tratta di due studiosi di storia locale che l'hanno pure brevemente discussa quando gliel'ho sottoposta. Ciò mi fa piacere ma queste "fake prints" sono lungi dall'essere usate da me per spacciarle come autentiche.

La veduta della Porta della Martana (o porta Toscana) della Città di Massa disegnata come se fosse un progetto di ristrutturazione ("in forme nove")


La stessa veduta di sopra invecchiata con il software GIMP






martedì 5 agosto 2014

La ricostruzione dell'antico

Sono sempre stato appassionato da ciò che c'era prima, da come poteva essere nel passato una costruzione storica che vediamo oggi e ho usato, per questo, la modellazione 3d ricostruendo, ad esempio, la chiesa di San Pietro di Massa.
Ma tutto parte sempre dallo schizzo a mano, per pensarci, per capire le varie ipotesi, per ragionarci un po' su. Poi a volte il disegno può essere il metodo di rappresentazione finale, come in questo caso. Un aurea a metà tra fiabesco e verosimile dà infatti a questa ricostruzione del Castello Malaspina di Massa del 1630 circa la sua possibilità di costituire un illustrazione a se stante o per pubblicazioni turistiche, per la quale darei il pieno consenso se me lo fosse richiesto.

Il Castello Malaspina di Massa oggi
Il disegno è partito da una foto fatta da me e da una veduta del periodo che mi interessava, le mie conoscenze architettoniche e la bibliografia consultata hanno fatto il resto. In particolare (come si vede in bella evidenza nel disegno) mi colpiva la scomparsa "Torre del Pinello" della quale si vede ancora oggi la base circolare nel bastione sud-est. Per chi volesse approfondire, un po' di storia del castello si trova qui  e qui




I resti della "Torre del Pinello"


Veduta del castello conservata nell'Archivio di Stato di Modena



sabato 16 febbraio 2013

La Penna biro Bic!

Disegno complesso: una giornata
Viva la penna biro! Uno strumento semplicissimo, economico, immediato, con grandi capacità grafiche inaspettate. Fin da bambino mi piaceva disegnare su dei cartoncini che confezionavano le saponette che mia nonna mi faceva trovare sul tavolo per intrattenermi e io ci versavo fiumi di biro disegnando l'impossibile. Certo: appena esponi un disegno fatto con la Bic al sole questo scolorisce dopo poche settimane, ma che importa? Con i moderni sistemi di scansione ogni tratto viene consegnato all'eternità (almeno finché non finirà il petrolio per alimentare le centrali elettriche.. speriamo in energie alternative!) 


Oggetto più semplice:
qui sono bastati 20 minuti!
Ma la penna biro (una buona penna biro) deve anch'essa vivere per sempre! Con essa si riesce a gestire un tratto forte, una campitura nerissima come un tratto leggero che raggiunge molto da vicino la sfumatura; se ben accelerato, il tratto riesce a dare anche una buona velatura di grigio. E dunque: lunga vita alla Bic!

martedì 2 ottobre 2012

Venezia

A volte basta poco, soltanto un pennarello nero e anche di infima marca per cercare di rendere delle impressioni immediate, anche in modo rapido, nel giro di una decina di minuti. E quindi comunichi non cosa vedi, ma cosa ricordi di ciò che ha eccitato la retina del tuo occhio.